“DI CHI È QUESTA TESSERA?! … RADICALE…” – “È MIA! È MIA!” rispondevano Emma Bonino, Domenico Modugno, Francesco Rutelli, ma anche Oliviero Toscani e altri, i vari alunni di quella classe. La domanda era posta con tono minaccioso da un austero professore quando, entrando in aula, trovava per terra una tessera del Partito Radicale. Era il 1993 e il PARTITO RADICALE NONVIOLENTO TRANSNAZIONALE E TRANSPARTITO realizzava uno spot, nell’ambito di una campagna per il tesseramento, evocando una famosa pubblicità di una nota marca di preservativi. Nella parte finale dello spot, la voce di Marco Pannella ammoniva su come il Partito Radicale fosse l’unico strumento di protezione contro le malattie da partitocrazia. Era lo scandalo di pasoliniana memoria della tessera del PARTITO RADICALE, osceno come il preservativo dello spot, eppure unito nelle battaglie, perseguendo nel metodo l’unione laica delle forze.
Dopo la morte di Marco Pannella, unico leader capace di tenere assieme le varie anime del Movimento Radicale, i vari soggetti sopravvissuti alla Galassia e i nuovi, nati per iniziativa di singoli esponenti dell’area radicale, dialogano con tutti, tranne che con il Partito Radicale che, simmetricamente, ignora l’esistenza delle altre realtà radicali, quasi riprendendo il diktat di una dottrina cattolica secondo la quale “Extra ecclesiam nulla salus”. Quale laicità in questa prassi?! Quali le ragioni di questi veti reciproci?!
Oggi quel professore, se ponesse agli attuali o ex o post o pro Radicali la stessa domanda, vedrebbe cadere un gelido silenzio nell’aula. Oggi, probabilmente, chiederebbe a chi appartiene questa o quella iniziativa Radicale, visto che dopo la morte di Pannella ciascun ex dirigente della Galassia si è ritagliato la propria nicchia, il proprio spazio, impadronendosi di una singola iniziativa e considerandola una propria esclusiva.
L’iniziativa politica di Marco Pannella non è mai stata ombelicale e ha sempre avuto un respiro transnazionale. Abbiamo perciò proposto a più riprese un tavolo transassociativo radicale che deve necessariamente tradursi e prendere sostanza e forma in militanza, per strada, tra i cittadini, dialogando sulle singole iniziative politiche. È questa l’unione laica delle iniziative radicali, che nettamente si distingue da un’unione dei radicali fine a sé stessa.
Un tavolo nonviolento, transnazionale e transpartito che sia anche transassociativo. Ma… perché non è possibile?
Bellezza Radicale ci ha provato, ci prova e ci proverà! Prima con un Appello rivolto a dirigenti, militanti e simpatizzanti radicali che ha raccolto centinaia di adesioni, poi con un documento politico, La Casa Madre Radicale (disponibile su www.bellezzaradicale.it), e ancora con decine di fili diretti per approfondire determinate tematiche e per riunire tutti coloro che ancora coltivano la speranza di un “INSIEME” radicale.
L’enorme sforzo di passione, fatica e speranza ha portato nuove iscrizioni animate da fiducia negli obiettivi e nel metodo di Bellezza Radicale, anche da parte di persone che fino a quel momento non si erano mai avvicinate. Nonostante ciò, la tessera del Partito Radicale, oggi più di ieri, continua ad essere scandalosa e oscena e, quel che è più grave, scandalosa e oscena per gli stessi radicali non più iscritti al Partito.
Ha infatti suscitato scandalo nel multiforme mondo radicale la trasgressiva (?!) proposta di iscrizione (sembra incredibile!) proprio al Partito Radicale: siamo stati derisi, tacciati di essere velleitari, ingenui, illusi, cretini e, da ultimo, accolti con tutti gli onori dovuti agli utili idioti anche all’ultimo Congresso, solo perché non allineati all’ortodossia dell’attuale (e rinnovata) Segreteria.
Eh sì, forse siamo davvero un gruppo di ingenui, ma ciò che miseramente si presenta nel mondo politico è proprio la nicchiocrazia radicale: quello che Marco Pannella non avrebbe mai voluto per il futuro dell’iniziativa politica dopo la sua scomparsa. Tutti concentrati ad alimentare l’orticello della propria nicchia, con conseguente dissolvimento delle politiche radicali e della memoria del nostro mentore.
Ecco, questo è il “J’accuse” nonviolento di Bellezza Radicale! Accusiamo chi sembra non rendersi conto di aver dissipato il più grande patrimonio di idee della politica degli ultimi settant’anni!
La nostra accusa non vuol certo affermare Bellezza Radicale come depositaria del testamento politico di Pannella (presunzione che spesso ci è stata attribuita); al contrario, noi oggi proponiamo e invitiamo tutti i radicali di buona volontà a ragionare sulla necessità di procedere INSIEME con un’iniziativa importante che Marco Pannella ci ha donato negli ultimi anni della sua vita: il riconoscimento del Diritto Umano alla Conoscenza.
Quest’ultima grande battaglia di Marco Pannella nacque dalle campagne “Iraq Libero”, “Nessuno tocchi Saddam” e dai suoi interventi al Parlamento Europeo, a cui seguì l’esperienza della Commissione Chilcot nel Regno Unito (2016).
Il diritto umano alla conoscenza è il diritto di ogni cittadino a conoscere la verità, le ragioni e i processi decisionali che determinano la vita pubblica. Senza conoscenza non c’è democrazia, perché non c’è scelta consapevole.
Grazie a questo impulso, nel 2021, il Consiglio d’Europa approvò la risoluzione “Media freedom, public trust and the people’s right to know”, che per la prima volta riconosce il diritto umano alla conoscenza come condizione essenziale per la democrazia.
Per questo Bellezza Radicale chiede di riportare questa battaglia al centro dell’iniziativa politica radicale e non solo, affinché il diritto alla conoscenza sia riconosciuto come diritto umano fondamentale, sancito dalle Nazioni Unite e dall’Unione Europea. È una necessità urgente in un’epoca in cui le decisioni sono sempre più influenzate da algoritmi e intelligenza artificiale, privi di trasparenza e controllo democratico.
Accanto al diritto umano alla conoscenza, quasi come un nuovo Habeas Corpus, proponiamo l’affermazione dell’Habeas Mentem, il diritto di ogni cittadino a non subire manipolazioni del proprio pensiero.
Come ha spiegato il prof. Stefano Zamagni, autorevole economista e accademico dell’Ateneo di Bologna, in un nostro incontro, oggi il libero pensiero, minacciato da una vera e propria dittatura dell’algoritmo, è il nuovo campo di battaglia.
Se il diritto alla conoscenza garantisce l’accesso all’informazione, l’Habeas Mentem protegge la libertà interiore, l’integrità della mente, contro condizionamenti e profilazioni occulte. Insieme, questi due diritti delineano la nuova frontiera della libertà umana, indispensabile per una democrazia autentica e per la dignità della persona nell’era digitale.
La codificazione del diritto umano alla conoscenza e dell’Habeas Mentem non è solo un dovere politico, ma un atto di giustizia verso le generazioni presenti e future. Non c’è libertà senza verità, non c’è democrazia senza coscienze libere. Difendere questi diritti significa restituire dignità alla democrazia, libertà di scelta a ogni cittadino e riaffermare la nonviolenza come metodo della politica, quella autentica!
Marco Pannella, nella sua grande generosità, ha donato questa importantissima iniziativa ai radicali e a tutto l’orizzonte politico, oltre i simboli, gli steccati, le tessere e le ideologie, secondo un metodo sempre adottato nella sua azione politica; in pochi hanno saputo cogliere e raccogliere questa eredità. Purtroppo.
E invece proprio l’attualità di questi giorni, fa comprendere quanto questa battaglia sia attuale e centrale e sarebbe un suicidio restringerla al solo pianeta radicale; al contrario, proprio seguendo il METODO di Marco Pannella, occorre condividerla e cercare compagni di strada in grado di sostenerla e rafforzarla CONCRETAMENTE, con il pensiero, l’azione, il lavoro e … i finanziamenti!
Ci rivolgiamo dunque anche a tutto l’arcipelago liberale, da Italia Viva ad Azione, passando per Forza Italia e il Partito Liberal Democratico, ma anche il Partito socialista, il Partito repubblicano e tutto l’universo laico e libertario.
Vogliamo poi interessare anche tutto quel mondo imprenditoriale che spesso ha vissuto di rendita delle conquiste civili, politiche ed economiche conseguite dall’azione politica radicale in più di 70 anni. Cosa è questa se non una prepotente urgenza per la libertà e la democrazia?
Per giungere a quel momento, si devono coinvolgere anche personalità del mondo dell’informazione, del diritto, dello spettacolo, dell’arte, della cultura che condividono tale obiettivo: il riconoscimento universale del Diritto Umano alla Conoscenza e all’Habeas Mentem.
Bellezza Radicale propone quindi che tutti, ma davvero TUTTI coloro che credono nella necessità di avviare una grande campagna politica, nazionale e transnazionale, sul Diritto Umano alla Conoscenza e l’Habeas Mentem, si assumano la responsabilità di mettere all’ordine del giorno dell’agenda della loro iniziativa politica la convocazione degli Stati Generali per il Diritto Umano alla Conoscenza e l’Habeas Mentem: maggio 2026 segna il decennale della morte di Marco Pannella e Bellezza Radicale farà in modo che questa ricorrenza sia ricordata proprio per questo obiettivo.
È questo un seme per rinnovare la speranza di libertà, conoscenza e nonviolenza che ha ispirato la vita e l’intera storia di Marco Pannella.
A Subito!
ECCO IL DOCUMENTO POLITICO DI BELLEZZA RADICALE PUBBLICATO IL 7 FEBBRAIO 2026 SU L’UNITÀ:

